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La missione Crew-13 di NASA e SpaceX: domani il viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale in meno di 9 ore

Tutto pronto per il lancio del primo ottobre: quattro astronauti a bordo della capsula Dragon raggiungeranno l'orbita in tempi record per unirsi alla Spedizione 75.

La NASA e SpaceX stanno ultimando i preparativi per un evento che segnerà un altro importante passo nell’esplorazione spaziale. Il lancio della missione Crew-13 è ufficialmente programmato per giovedì 1 ottobre, con la prima opportunità di decollo fissata alle 11:10 del mattino, secondo il fuso orario della costa orientale americana (EDT). Nei giorni precedenti al lancio, i team di ingegneri e tecnici stanno completando le ultime revisioni di prontezza per confermare che gli astronauti, la Stazione Spaziale Internazionale, la capsula Dragon di SpaceX e il razzo Falcon 9 siano del tutto pronti per il volo. Il decollo avverrà dallo Space Launch Complex 40, situato presso la Cape Canaveral Space Force Station nello stato della Florida. Attualmente, l’equipaggio si trova in un periodo di quarantena rigorosa presso il Johnson Space Center della NASA a Houston.

Questa procedura rappresenta una precauzione standard pre-volo, studiata appositamente per ridurre il rischio di malattie prima della partenza. Il team ha programmato il proprio trasferimento al Kennedy Space Center della NASA per sabato 26 settembre, mentre le preparazioni finali proseguono in vista del lancio previsto per il primo ottobre.

Un viaggio da record verso la base orbitante

Una delle caratteristiche più straordinarie di questo lancio è la tempistica rapida prevista per raggiungere la destinazione orbitale. Se la partenza avverrà come stabilito il primo ottobre, si prevede che la capsula Dragon raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale in meno di nove ore dal momento del decollo. Le procedure di attracco sono state attentamente pianificate per le ore 20:00 circa, presso la porta rivolta in avanti del modulo Harmony. Dopo il lancio, il razzo Falcon 9 avrà il compito di trasportare la capsula Dragon nella sua orbita. Successivamente, il veicolo spaziale eseguirà una serie di manovre propulsive per allineare il proprio percorso a quello della base orbitante prima di procedere all’attracco, in un processo meticolosamente controllato in cui la navicella si allinea a una porta designata e si aggancia in modo sicuro. Il modulo Harmony è per l’appunto uno dei moduli di collegamento della stazione e fornisce le postazioni di attracco per i veicoli spaziali in visita.

Chi sono gli astronauti dell’equipaggio Crew-13

L’equipaggio che affronterà questa ambiziosa missione spaziale è composto da quattro professionisti di altissimo livello. Il ruolo di comandante del veicolo spaziale sarà ricoperto da Jessica Watkins, astronauta della NASA, affiancata da Luke Delaney, anch’egli astronauta della NASA ma incaricato del ruolo di pilota. A completare questa squadra ci saranno Joshua Kutryk dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA) e il cosmonauta Sergey Teteryatnikov della Roscosmos, i quali serviranno entrambi come specialisti di missione. Una volta arrivati alla stazione, i quattro astronauti diventeranno membri a tutti gli effetti della Spedizione 75. Le spedizioni a bordo della stazione spaziale sono missioni di lunga durata durante le quali gli equipaggi conducono avanzate ricerche scientifiche, si occupano della manutenzione del laboratorio orbitante e supportano dimostrazioni tecnologiche e altre operazioni cruciali.

L’eclissi di sole del 12 agosto: la diretta congiunta INAF, UAI, PLANit

Il 12 agosto 2026 il Sole sarà oscurato da un’eclissi che, vista dalla Spagna e da altre zone d’Europa, sarà totale. In Italia il fenomeno sarà parziale e si verificherà al tramonto, rendendone l’osservazione più suggestiva ma anche più impegnativa.

Per l’occasione, l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), l’Unione Astrofili Italiani (UAI) e la rete di planetari PLANit, garantiranno la trasmissione di una diretta streaming sul canale YouTube e Facebook dell’INAF e sul canale Facebook dell’UAI, che raccoglierà le osservazioni dell’eclissi parziale realizzate dalle delegazioni UAI che si sono rese disponibili (GAD e Gruupo Astrofili Cremonesi), assieme alle immagini dell’eclissi totale fornite dai partner di INAF. La diretta prenderà il via intorno alle 19.30, in coincidenza con l’inizio dell’eclissi parziale, e si concluderà verso le 20.45. Il momento culminante del fenomeno — il picco dell’eclissi parziale in Italia e di quella totale in Spagna — è atteso intorno alle 20.30, poco prima del tramonto.

Le delegazioni UAI che organizzano eventi quella sera potranno seguire la diretta e integrarla nella propria programmazione locale tramite questo link: https://www.youtube.com/watch?v=-oGnUDvZ7z0. Il segmento tra le 20.00 e le 20.35-20.40, in particolare, sarà pensato apposta per questo utilizzo, con il commento in diretta di esperti sulle immagini dell’eclissi.

Le delegazioni UAI che volessero organizzare un evento possono contare su una raccolta di risorse rese disponibili sulla cartella del drive a loro riservata.

Gli eventi astronomici da ammirare nel cielo di giugno

Una danza dei pianeti saluta l'arrivo dell'estate, che inizia alle 10.24 del 21 giugno, quando la durata del giorno raggiungerà il suo massimo. Venere e Giove, in compagnia di Mercurio, si "incontreranno" più luminosi che mai e nelle migliori condizioni di osservabilità, come indica l'Unione Astrofili Italiani

Il mese di giugno 2026 offrirà grandi soddisfazioni a chi ama osservare il cielo, con una vera e propria danza di pianeti.  Venere e Giove, in compagnia di Mercurio, sono pronti a incontrarsi più luminosi che mai e nelle migliori condizioni di osservabilità, come indica l'Unione Astrofili Italiani.

L'arrivo dell'estate è atteso alle 10,24 del 21 giugno, quando la durata del giorno raggiungerà il suo massimo e le notti saranno le più brevi dell'anno, ma grazie ai pianeti ed alle loro congiunzioni offriranno spettacoli imperdibili soprattutto grazie a Venere, Giove e Mercurio, che brilleranno nel cielo del tramonto, mentre Marte e Saturno saluteranno le giornate dell'alba.

 

Dal 9 al 15 giugno Mercurio e Venere ben visibili 

Dal 9 al 15 giugno Mercurio si potrà osservare nelle condizioni migliori dopo il tramonto, sull'orizzonte occidentale. Ben visibile anche Venere, che tramonta circa due ore e mezza dopo il Sole. Poiché i pianeti più esterni si spostano lentamente rispetto alle stelle della fascia zodiacale, non è frequente il passaggio sul limite fra due costellazioni, ma Saturno il 3 giugno lascerà la Balena per tornare nei Pesci e il 22 giugno Giove lascerà i Gemelli per entrare nel Cancro.

 

Il 9 giugno Venere vicino a Giove

L'evento più atteso e spettacolare del mese è la congiunzione fra i due pianeti più luminosi: la sera del 9 giugno Venere e Giove saranno vicini tra loro e Mercurio si troverà nelle migliori condizioni di osservabilità. Tutti e tre i pianeti sono nella costellazione dei Gemelli, dove spiccano le stelle Castore e Polluce. Al mattino del 10 giugno, prima dell'alba, si potrà osservare la congiunzione fra la Luna e Saturno e il 12 quella fra la Luna e Marte.


Il 17 giugno La Luna si avvicina a Giove e Venere

La sera del 17 giugno Venere e Giove si allontaneranno, mentre il falcetto di Luna crescente si farà strada per avvicinarsi a Venere. Si uniranno alle danze ancora Castore e Polluce e, più basso sull'orizzonte, Mercurio. Fra le costellazioni, in tarda serata sarà possibile vedere sull'orizzonte meridionale quella dello Scorpione con la brillante stella Antares. Si riconosceranno anche la Bilancia, lo Scorpione e il Sagittario. Fra le stelle più luminose del cielo estivo ci saranno Arturo, nella costellazione del Bootes, e Vega, nella piccola costellazione della Lira, che insieme a Deneb del Cigno e Altair dell'Aquila forma il noto "Triangolo estivo", visibile nella porzione più elevata della volta celeste per tutta la stagione.

La nostra visita al CERN

A chi ci chiede: come è stata l'esperienza al CERN di Ginevra?

Credo che potremmo rispondere all'unisono: fantastica! Il CERN è quel luogo in cui si scrive il futuro, lo si respira, lo si avverte come quel qualcosa che sta per succedere; è affidato alle menti e alle idee geniali che lí studiano, testano, provano e infine scoprono, festeggiando e sbocciando una bottiglia di spumante francese o svizzero poi allineata insieme alle altre nella sala di controllo.

Grazie all'organizzazione ineccepibile di MUA (Movimento Universitario Altoatesino) siamo riusciti a vivere questa esperienza che può essere definita come un viaggio ai confini della scienza dove, passato, presente e futuro si fondono "quasi alla velocità della luce" come succede ai protoni negli acceleratori di particelle.

Nei due giorni a disposizione abbiamo avuto la possibilità di ammirare il Science Gateway: un museo interattivo che catapulta nel mondo della ricerca rendendoti parte attiva; la sala di controllo: dove sono monitorati gli esperimenti che cambiano la nostra comprensione della fisica, e infine, la sala dei magneti: imponente e affascinante, un capolavoro di ingegneria.


Ma cosa fanno al CERN? A cosa serve? Queste sono le domande che non è nemmeno servito porre alle eccellenti guide, la loro spiegazione infatti è partita proprio da lì.


"Qui al CERN prendiamo i "mattoncini" fondamentali della materia, li facciamo scontrare a velocità pazzesche (quasi alla velocità della luce) e osserviamo le particelle che volano via dall'impatto. Questo è l'unico modo che abbiamo per capire di cosa è fatto davvero tutto ciò che ci circonda (compresi noi stessi) e come è iniziato l'universo".


Ma qui, nella vita reale, cosa ci offre il CERN?


Beh, alcune delle tecnologie che si usano quotidianamente sono nate proprio dalle sfide ingegneristiche avute luogo qui dentro.
Basti pensare a quello che può forse definirsi il regalo più grande: il World Wide Web, ovvero internet. La necessità di far comunicare e condividere dati a migliaia di scienziati sparsi in tutto il mondo ha portato alla creazione del World Wide Web messo poi a disposizione di tutti nel 1993. Senza il CERN, oggi non esisterebbero i siti web, i social network o l'e-commerce.
Anche nella medicina moderna il CERN ha un ruolo di primaria importanza, è infatti grazie ai rilevatori usati per catturare le particelle che si sono sviluppate tecnologie come: la PET (Tomografia a Emissione di Positroni): fondamentali per individuare i tumori precocemente e l'Adroterapia (Cura dei tumori con protoni), grazie ad acceleratori di particelle in miniatura.


E per il futuro? Per il futuro è prevista una missione di cieli puliti, ovvero la sostituzione del cherosene fossile come carburante per gli aerei con l'idrogeno liquido criogenico che prima di essere bruciato o convertito in elettricità, viene fatto circolare intorno ai cavi elettrici superconduttori per raffreddarli a -253°C.


Insomma... abbiamo visitato una parte di un mondo in continua evoluzione che nel contempo, cerca di dare risposte sulla nostra origine primordiale.

kc

 

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La Nasa presenta il telescopio spaziale "Nancy Grace Roman": indagherà i misteri dell'Universo

Con un campo visivo oltre 100 volte superiore a quello di Hubble, opererà a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Si chiama Nancy Grace Roman il nuovo telescopio spaziale della Nasa progettato per mappare l’universo, individuare nuovi esopianeti e indagare misteri come materia ed energia oscura. Frutto di oltre 10 anni di lavoro, e costato 4 miliardi di dollari, questo dispositivo alto oltre 12 metri è stato intitolato a una delle più grandi astronome americane, Nancy Grace Roman, nota anche come la "mamma di Hubble" e prima donna a ricoprire una posizione dirigenziale alla Nasa.

Con un campo visivo oltre 100 volte superiore a quello di Hubble, Roman esplorerà vaste aree del cielo da un punto di vista privilegiato, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Il lancio è previsto all’inizio di settembre 2026 a bordo di un razzo SpaceX.

"Ci invierà 11 terabyte di dati al giorno, il che significa che solo nel primo anno ci avrà fornito più dati di quanti il telescopio Hubble abbia raccolto in tutta la sua vita", ha spiegato Mark Melton, ingegnere di sistemi. Grazie a questa lente grandangolare, la Nasa sarà in grado di compilare un vasto inventario degli oggetti che compongono il nostro universo, ha assicurato Nicky Fox, responsabile delle attività scientifiche della Nasa. Ci si aspetta che Roman "scopra decine di migliaia di nuovi pianeti" o "migliaia di supernove", ha detto ancora Fox.

Fonte: rainews.it

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