Febbraio 2026

IL SOLE

 

Si trova nella costellazione del Capricorno fino al 16 febbraio, quando passa nella costellazione dell'Acquario.

  • 1 febbraio: il sole sorge alle 7.25; tramonta alle 17.27
  • 15 febbraio: il sole sorge alle 7.08; tramonta alle 17.45
  • 28 febbraio: il sole sorge alle 6.49; tramonta alle 18.01


La durata del giorno aumenta di 1 ora e 10 minuti dall'inizio del mese.

 

 

LA LUNA

 

Luna piena il 01/02/2026

Ultimo quarto il 09/02/2026

Luna nuova il 17/02/2026

Primo quarto il 24/02/2026

 

 

OSSERVABILITA' DEI PIANETI

 

Mercurio   febbraio sarà un mese favorevole per tentare l’osservazione del pianeta in orario serale. Dopo il tramonto del Sole potremo cercalo basso in cielo, sull’orizzonte occidentale, tra le luci del crepuscolo. Il periodo migliore per individuarlo è nei giorni intorno al 19 febbraio. In quella data Mercurio raggiunge la massima elongazione serale, con una distanza angolare di 18° 07’ dal Sole. Allo stesso tempo si verifica l’intervallo di tempo più lungo a disposizione per osservare il pianeta, che il 19 febbraio tramonta un’ora e 33 minuti dopo il Sole.

Venere::  dopo una lunga attesa il pianeta più luminoso è finalmente tornato nel cielo della sera, visibile dopo il tramonto. Il pianeta è ancora molto basso sull’orizzonte occidentale e si potrà provare a scorgerlo solo per pochi minuti nella luce del crepuscolo serale. Nel corso del mese il tempo per osservarlo cresce gradualmente e negli ultimi giorni di febbraio lo troviamo vicino a Mercurio e a Saturno. Fino al giorno 7 si trova nella costellazione del Capricorno, poi attraversa tutto l’Acquario fino ad avvicinarsi alla fine del mese al limite con i Pesci.

Marte dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso il pianeta rosso si appresta a tornare nel cielo del mattino. Per tutto il mese tuttavia lo possiamo considerare di fatto inosservabile, dato che sorge poco prima del Sole in un cielo chiaro per le luci dell’alba. Rimane ancora troppo basso sull’orizzonte orientale e dovremo attendere alcune settimane per poterlo osservare in condizioni un po’ più favorevoli. Marte si trova nella costellazione del Capricorno per quasi tutto il mese: entra in Acquario il 27 febbraio.

Giove::    dopo l’opposizione del 10 gennaio scorso, il pianeta è ancora osservabile in condizioni ideali per gran parte della notte. Culmina a Sud nel corso della prima parte della notte e scende a Sud-Ovest nelle ore successive. Giove si trova ancora nella costellazione dei Gemelli dove si muove lentamente con moto retrogrado.

Saturno si sta avvicinando al termine il lungo periodo di osservabilità serale del pianeta con gli anelli. Nei mesi scorsi è stato uno dei principali protagonisti sulla volta celeste, ma in queste settimane Saturno si abbassa sempre più sull’orizzonte occidentale dove anticipa sempre più l’orario del proprio tramonto. Negli ultimi giorni del mese forma un triangolo di pianeti, con Venere e Mercurio, visibili nella luce del crepuscolo serale. Saturno prosegue il suo lento spostamento con moto diretto nella costellazione dei Pesci.

Urano:   il pianeta è ancora osservabile nel corso della prima parte della notte. Culmina a Sud mentre ad ovest il Sole tramonta e si spengono le luci del crepuscolo. La sua luminosità come di consueto è al limite della visibilità ad occhio nudo: si consiglia pertanto l’uso di un buon binocolo o di un piccolo telescopio per individuarlo agevolmente. Urano il 4 febbraio inverte la marcia: il moto da retrogrado torna ad essere diretto, sempre nella costellazione del Toro, dove è destinato a rimanere per tutto l’anno.

Nettuno:    anche per questo pianeta si avvicina il termine del periodo di osservabilità serale. Le condizioni di osservabilità sono in pratica identiche a quelle di Saturno, con cui si trova in congiunzione il 16 febbraio. Possiamo individuarlo solo per breve tempo, basso sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto, nella luce del crepuscolo serale. A differenza di Saturno, Nettuno non è visibile ad occhio nudo ed è indispensabile l’uso del telescopio per tentarne l’osservazione. Nettuno si trova ancora nella costellazione dei Pesci, dove rimane tutto l’anno.

Plutone: 

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Dopo la congiunzione con il Sole che si è verificata lo scorso mese di gennaio, Plutone ritorna nel cielo del mattino, rimanendo comunque estremamente basso sull’orizzonte a Sud-Est, praticamente impossibile da individuare. Data la sua luminosità molto bassa è sempre necessario l’utilizzo di un telescopio per tentarne l’osservazione. Plutone si trova ancora nella costellazione del Capricorno.

 

 

CONGIUNZIONI

 

Luna - Saturno : la sera del 19 febbraio, tra le luci del crepuscolo, possiamo osservare il sottile falcetto di Luna crescente vicino a Saturno, nella costellazione dei Pesci. Più bassi, sull’orizzonte occidentale, possiamo notare anche i pianeti Mercurio e Venere. (vedi mappa)

Venere - Mercurio - Saturno : il terzetto di pianeti caratterizza il cielo sull’orizzonte occidentale in questi giorni di febbraio. La sera del 26 febbraio, dopo il tramonto del Sole, possiamo notare la congiunzione tra Venere, nella costellazione dell’Acquario, e Mercurio, nei Pesci, costellazione che ospita, più in alto, anche Saturno. (vedi mappa)

Luna - Giove : la notte del 27 febbraio la Luna e Giove si incontrano nella costellazione dei Gemelli, vicino alle stelle Castore e Polluce. (vedi mappa)

 

   

 

STELLE DOPPIE

 

Osserviamo insieme all'Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di febbraio 2024 Delta Geminorum.

Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell'argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.

 

 

OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE

 

Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina COME OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

  • ISS Tracker - Dove si trova la ISS in questo momento? Quale porzione della superficie terrestre stanno riprendendo le telecamere installate sulla ISS?
  • Variazioni Orbitali della ISS - Un approfondimento riguardante i cambiamenti di quota, e le conseguenze sui tempi previsti dei transiti, della Stazione Spaziale Internazionale.

 

 

OSSERVARE I SATELLITI STARLINK

 

La pagina Come_osservare_i_satelliti_Starlink contiene la tabella con le previsioni dei transiti dei satelliti Starlink, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

Al via UAI SatMonitor: il programma per la misura e la valutazione degli effetti dei satelliti commerciali sulle attività astrofile

La comunità astrofila manifesta una crescente preoccupazione per l’iniziativa “StarLink” di SpaceX, che vede ormai 3 gruppi di 60 satelliti già in orbita, e un aggressivo piano di lancio per i prossimi mesi. Numerose sono le segnalazioni di avvistamenti visuali, nonchè le foto segnate dalla ormai tipica “strisciata” dei satelliti StarLink.

  • Per mandare immagini, dati, informazioni, o per chiedere di aderire a future campagne osservative scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


- Cosa sono i satelliti Starlink (da wikipedia) : https://it.wikipedia.org/wiki/Starlink_(costellazione_satellitare)

Tutto quello che dovete sapere su Starlink (da www.astrospace.it).

 

- Links a siti da consultare per conoscere i passaggi dei satelliti Starlink osservabili dalla propria località di osservazione:

 

 

COSTELLAZIONI

 

Il cielo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali. Protagonista del cielo in direzione meridionale è sempre Orione, con le tre stelle allineate della cintura (da sinistra: AlnitakAlnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse (rossa) e Rigel (azzurra).

Più in alto troviamo ancora le costellazioni del Toro con la rossa Aldebaran, la costellazione dell'Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, il grande cacciatore, nella costellazione del Cane Maggiore, brilla la notissima Sirio, la stella più luminosa del cielo.
Ancora più in alto, verso sinistra, la raffigurazione della caccia è completata dal Cane Minore, dove risplende Procione. Verso Ovest, nelle prime ore della sera, c'è ancora tempo per veder tramontare le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo, dei Pesci e dell'Ariete.
Restando tra le costellazioni zodiacali, un po' più impegnativo è invece il riconoscimento della piccola e debole costellazione del Cancro, visibile tra i Gemelli e il Leone, che vedremo sorgere ad Est, seguito dalla Vergine.
Prendendo a riferimento la Stella Polare, possiamo riconoscere alcune note costellazioni del cielo settentrionale.
A Nord-Ovest riconosciamo Cassiopea con la sua caratteristica forma a "W"; tra Cassiopea e il Toro è facile individuare la costellazione del Perseo.
Più spostata a Nord-Est si trova l'inconfondibile Orsa Maggiore, vicino alla quale possiamo riconoscere la piccola costellazione dei Cani da Caccia.

 

 

METEORE

METEORE DI FEBBRAIO 2026


Nel mese di febbraio 2026 l’attività meteorica non presenta grandi sciami spettacolari dal punto di vista visuale, ma offre comunque un panorama estremamente interessante sotto il profilo scientifico e strumentale. Si tratta di un periodo in cui numerosi sciami minori, spesso appartenenti a complessi meteoroidali diffusi, contribuiscono in modo significativo al flusso complessivo di meteore, rendendo il mese particolarmente adatto alle osservazioni radio e video e allo studio delle popolazioni meteoroidali deboli.

Tra gli sciami più rilevanti spiccano le epsilon-Virginidi di febbraio, considerate generalmente il contributo più consistente del mese. Il loro ZHR stimato rimane contenuto, tipicamente nell’ordine di 3–5 meteore all’ora, ma l’attività è relativamente estesa nel tempo e ben riconoscibile dalle reti strumentali. A queste si affianca il complesso delle Comae Berenicidi, rappresentato sia dalle Comae Berenicidi di febbraio sia dalle beta-Comae Berenicidi di febbraio, che mostrano ZHR comparabili, generalmente inferiori a 3, ma con una buona coerenza orbitale e una distribuzione del radiante favorevole per l’emisfero nord. Anche le gamma-Virginidi di febbraio e le mu-Virginidi di febbraio contribuiscono al flusso di febbraio con valori di ZHR tipicamente compresi tra 1 e 2, risultando poco appariscenti all’occhio nudo ma di grande interesse per analisi statistiche e dinamiche.

Un ruolo non secondario è svolto dal complesso leonide invernale, che comprende le pi-Leonidi di febbraio, le sigma-Leonidi di febbraio e le Leonidi di febbraio. Anche in questo caso lo ZHR resta basso, raramente superiore a 1–2, ma la presenza di più correnti affini rende la regione particolarmente ricca dal punto di vista meteoroidale. In modo analogo, sciami come le eta-Draconidi di febbraio e le Herculidi di febbraio mostrano un’attività modesta, ma ben documentata, con un interesse specifico per le osservazioni radio, soprattutto grazie alla posizione del radiante, spesso circumpolare alle latitudini italiane.


Dal punto di vista dell’osservabilità, il fattore lunare gioca un ruolo chiave nel febbraio 2026. Il mese si apre infatti con la Luna Piena il 1° febbraio, una condizione decisamente sfavorevole per le osservazioni visuali nelle prime notti del mese, quando il cielo rimane fortemente illuminato per gran parte della notte. Con il passaggio all’Ultimo Quarto il 9 febbraio, le condizioni migliorano gradualmente, soprattutto nella seconda parte della notte, consentendo osservazioni più efficaci degli sciami a radiante mattutino. La situazione migliore si presenta attorno alla Luna Nuova del 17 febbraio, che offre diverse notti di cielo buio ideali per tentare osservazioni visuali degli sciami più deboli, pur tenendo conto dei bassi ZHR in gioco. Dopo il Primo Quarto del 24 febbraio, la Luna torna progressivamente a interferire con le osservazioni serali, ma lascia ancora buone finestre osservative nelle ore che precedono l’alba.

In conclusione, febbraio 2026 si conferma un mese povero di eventi meteorici spettacolari, ma estremamente ricco dal punto di vista scientifico. I valori di ZHR ridotti, quasi sempre inferiori a 5, rendono difficile l’osservazione visuale casuale, ma offrono un terreno ideale per lo studio sistematico degli sciami minori, dei complessi meteoroidali e delle popolazioni di particelle più fini. È un mese che premia la costanza osservativa e l’impiego di tecniche strumentali, inserendosi perfettamente nel quadro di una ricerca meteorica moderna e continuativa.

 

COMETE


COMETE DI FEBBRAIO 2026



24P/ SCHAUMASSE

Nel mese scorso la cometa periodica Schaumasse scoperta nel 1911 ha raggiunto a distanza di pochi giorni sia il perielio che il perigeo e di conseguenza la sua massima luminosità apparente, ma nel mese di febbraio risulterà ancora visibile in fotografia con piccoli telescopi con la sua chioma verdastra un po’ più luminosa verso il centro e forse ancora con una debole coda orientata dalla parte opposta al sole Deboli galassie peculiari vengono “visitate” prospetticamente nella costellazione della Vergine

 

 

©-COMETA 24P di ROLANDO LIGUSTRI Ripresa in remoto dal New Mexico il 26/12/2025 (TelescopeNetwork)
Curva di luce della cometa 24P/ SCHAUMASSE
Percorso della cometa 24P/ SCHAUMASSE

240P/NEAT

La cometa 240P (NEAT) è un’altra cometa “gioviana” scoperta nel 2002 dal sistema automatico del programma NEAT (Near Earth Asteroid Tracking) che operava con la storica camera Schmidt da 1,2 metri di diametro dell’osservatorio di Monte Palomar in California confrontando lo spostamento tra le stelle fisse con riprese eseguite con sensori digitali e software specifici di rilevazione.

Durante questo ultimo passaggio vicino al Sole e alla Terra, ha avuto un evento di “frammentazione” del nucleo principale evidenziato nel mese di ottobre prima dai professionisti e poi a partire dal mese di dicembre 2025 anche dagli astrofili dotati di telescopio e camera digitale che risulta ancora visibile nonostante la sua luminosità sia un po’ diminuita e nelle pose lunghe si notano le due code di polveri in posizioni differenti!

Visibile in prima serata verso sud – sud ovest per alcune ore a circa metà cielo di altezza nella costellazione del Toro a pochissimi gradi di distanza dal famoso ammasso aperto delle Pleiadi o M45 facilmente visibile ad occhio nudo.

 

 

©-COMETA 240P di ROLANDO LIGUSTRI Ripresa in remoto dal New Messico il 12/01/2026 (TelescopeNetwork)
Percorso della cometa 240P/NEAT

235P/LINEAR

Cometa periodica scoperta il 16 Marzo 2002 dal sistema automatico LINEAR che divenne operativo nel 1996, il primo in uso per la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolori per la terra NEO, ma identificata come cometa periodica solo il 23 Marzo 2010 e definita anch’essa come “gioviana” con un periodo di circa 8 anni.

Ha raggiunto il perielio il 22 Dicembre 2025 a circa 400 milioni di km dal Sole mentre la minima distanza dalla terra avverrà il 22 Maggio 2026 a poco meno di 200 milioni : ha avuto un inaspettato aumento di luminosità (outburst) ed è diventata visibile anche con piccoli strumenti ma in tarda notte circa un paio di ore prima del sorgere del sole. inoltre ha mostrato anche una piccola coda di polveri , senza dubbio da monitorare nelle prossime settimane! Passerà nelle vicinanze della stella Beta dello Scorpione (Graffias o Acrab) tra la Bilancia e Ofiuco, costellazioni estive visibili poco prima dell’alba in questo periodo!

 

 

©-COMETA 235P di TARAS PRYSTAVSKI Ripresa in remoto dal Cile il 31/12/2025 (Itelescope)
Curva di luce della cometa 235P/LINEAR
Percorso della cometa 235P/LINEAR

3I/ATLAS

La più luminosa Cometa Interstellare mai scoperta, durante le ultime osservazioni di Gennaio 2026 ha mostrato un calo di attività e di luminosità ampiamente previsto (ricordiamo che il 19 Dicembre ha raggiunto la minima distanza dalla terra mentre la minima distanza dal Sole il 29 Ottobre); comunque rimane ancora l’oggetto più fotografato e studiato dagli esperti cometari di tutto il mondo!

Dalle nostre latitudini quindi sarà ben visibile sopra l'orizzonte orientale subito in prima serata e verso metà notte raggiungerà un’altezza superiore a i 45-50 gradi. Saranno comunque sempre necessari telescopi da almeno 20 cm di diametro per poter vedere la sua chioma e una debole coda verso il sole un po’ particolare ma comunque comune a tante altre comete già osservate in passato… Non avrà particolari “incontri” celesti ma sarà per tutto il mese di Febbraio nelle vicinanze della stella Delta dei Gemelli detta Wasat.

 

 

©-COMETA 3I di ANDREA ALETTI ripresa in remoto dall'Osservatorio G.V. Schiaparelli il 06/01/2026 (MPC204)
Percorso della cometa 3I/ATLAS=

 

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