Marzo 2026

IL SOLE

 

Si trova nella costellazione dell'Acquario fino al 12 marzo, quando passa nella costellazione dei Pesci.

 

  • 1 marzo: il sole sorge alle 6.47; tramonta alle 18.02
  • 15 marzo: il sole sorge alle 6.24; tramonta alle 18.18
  • 31 marzo: il sole sorge alle 6.57; tramonta alle 19.36 (ora legale)


La durata del giorno aumenta di 1 ora e 24 minuti dall'inizio del mese.

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).


EQUINOZIO DI PRIMAVERA: il 20 marzo alle ore 14 e 46 minuti (TU).

 

LA LUNA

 

Luna piena il 03/03/2026

Ultimo quarto il 11/03/2026

Luna nuova il 19/03/2026

Primo quarto il 25/03/2026

 

 

OSSERVABILITA' DEI PIANETI

 

Mercurio   in concomitanza con la congiunzione con il Sole del 7 marzo il pianeta è inosservabile nel corso della prima parte del mese. Mercurio ritorna nel cielo del mattino, anche se rimane comunque molto basso ad oriente. Le maggiori opportunità per tentare di individuarlo tra le luci dell’alba si verificano il 28 marzo quando si registra il massimo anticipo nell’orario in cui sorge il pianeta, 56 minuti prima del Sole.

Venere::   il pianeta è tornato ad essere l’astro più luminoso della sera. Con il passare dei giorni Venere tramonta sempre più tardi e rimane visibile più a lungo sull’orizzonte occidentale. Verso la fine del mese tramonta oltre un’ora e mezza dopo il Sole. Nel corso del mese di marzo Venere si trova in diverse costellazioni: inizia il mese nell’Acquario, già dal giorno 2 è visibile nei Pesci, ma si concede una breve escursione al di fuori dello zodiaco, e nei giorni 12 e 13 attraversa un piccolo angolo della costellazione della Balena. Dal 30 marzo inizia il percorso nell’Ariete.

Marte il pianeta rosso è tornato già da qualche settimana nel cielo del mattino, ma l’altezza sull’orizzonte e la distanza angolare dal Sole sono ancora modesti. Marte rimane ancora estremamente basso nel cielo orientale ed è praticamente inosservabile: si eleva ad oriente quando il cielo è ormai chiaro per la luce dell’alba. Nel corso del mese Marte attraversa quasi per intero la costellazione dell’Acquario.

Giove::   il pianeta è ancora osservabile nel corso della prima parte della notte, anche se l’intervallo di tempo disponibile per seguirlo prima del suo tramonto si riduce sempre più. Nelle prime ore della notte potremo vederlo a Sud-Ovest. Giove rimane ancora nella costellazione dei Gemelli. Una novità da registrare è l’inversione del moto, che l’11 marzo da retrogrado torna diretto.

Saturnovolge al termine il lungo periodo di osservabilità serale del pianeta con gli anelli. All’inizio del mese abbiamo ancora le ultime opportunità per individuarlo, sempre più basso sull’orizzonte occidentale, via via più difficile da vedere nella luce del crepuscolo serale. Il 25 marzo Saturno raggiunge la congiunzione con il Sole, rimanendo inosservabile per alcune settimane. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dei Pesci.

Urano:  è ancora possibile osservare il pianeta nel cielo occidentale, dove è possibile individuarlo nel corso delle prime ore della notte. La luminosità di Urano è come di consueto prossimo al limite della visibilità ad occhio nudo e per osservarlo è consigliabile l’utilizzo di un telescopio. Urano prosegue la sua permanenza nella costellazione del Toro.

Nettuno:   il pianeta raggiunge la congiunzione con il Sole il giorno 22 marzo. Le condizioni di osservabilità di Nettuno sono praticamente identiche a quelle di Saturno, ricordando che Nettuno non è visibile ad occhio nudo ed è indispensabile l’uso del telescopio per tentarne l’osservazione. Possiamo ancora individuarlo nei primi giorni del mese, con difficoltà, data la modesta altezza sull’orizzonte occidentale. Diventa poi inosservabile al ridursi della distanza angolare con il Sole. Il pianeta si trova ancora all’interno della costellazione dei Pesci.

Plutone: 

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Verso il termine della notte Plutone si trova sull’orizzonte a Sud – Est. E’ ancora basso sull’orizzonte orientale e non è semplice da individuare prima del sorgere del Sole. A causa della sua luminosità estremamente bassa è sempre necessario l’uso di un telescopio di adeguata potenza per poterlo osservare. Plutone rimane ancora nella costellazione del Capricorno.

 

 

CONGIUNZIONI

 


Venere - Saturno : dopo il tramonto dell’8 marzo, potremo ammirare l’incontro ravvicinato tra due pianeti, Venere e Saturno, bassi sull’orizzonte occidentale. Nei pressi, ma non visibile ad occhio nudo, si trova anche Nettuno. L’incontro tra i pianeti avviene nella costellazione dei Pesci. (vedi mappa)

Luna - Mercurio - Marte : al mattino presto del 17 marzo, la sottilissima falce di Luna calante sorge accompagnato dai pianeti Marte e Mercurio, quasi indistinguibili nella luce dell’alba. La congiunzione si verifica nella costellazione dell’Acquario. (vedi mappa)

Luna - Venere : la sera del 20 marzo possiamo osservare una suggestiva congiunzione tra la falce di Luna crescente e il pianeta Venere. I due astri sono visibile nella costellazione dei Pesci. (vedi mappa)

Luna - Giove : la notte del 26 marzo la volta celeste ci mostra una bella concentrazione di astri luminosi, con la Luna poco oltre il Primo Quarto che si interpone tra le stelle Castore e Polluce dei Gemelli e il pianeta Giove. (vedi mappa)

 

   

 

STELLE DOPPIE

 

Osserviamo insieme all'Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di marzo 2026 Zeta Cancri.

Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell'argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.

 

 

OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE

 

Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina COME OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

  • ISS Tracker - Dove si trova la ISS in questo momento? Quale porzione della superficie terrestre stanno riprendendo le telecamere installate sulla ISS?
  • Variazioni Orbitali della ISS - Un approfondimento riguardante i cambiamenti di quota, e le conseguenze sui tempi previsti dei transiti, della Stazione Spaziale Internazionale.

 

 

OSSERVARE I SATELLITI STARLINK

 

La pagina Come_osservare_i_satelliti_Starlink contiene la tabella con le previsioni dei transiti dei satelliti Starlink, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

Al via UAI SatMonitor: il programma per la misura e la valutazione degli effetti dei satelliti commerciali sulle attività astrofile

La comunità astrofila manifesta una crescente preoccupazione per l’iniziativa “StarLink” di SpaceX, che vede ormai 3 gruppi di 60 satelliti già in orbita, e un aggressivo piano di lancio per i prossimi mesi. Numerose sono le segnalazioni di avvistamenti visuali, nonchè le foto segnate dalla ormai tipica “strisciata” dei satelliti StarLink.

  • Per mandare immagini, dati, informazioni, o per chiedere di aderire a future campagne osservative scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


- Cosa sono i satelliti Starlink (da wikipedia) : https://it.wikipedia.org/wiki/Starlink_(costellazione_satellitare)

Tutto quello che dovete sapere su Starlink (da www.astrospace.it).

 

- Links a siti da consultare per conoscere i passaggi dei satelliti Starlink osservabili dalla propria località di osservazione:

 

 

COSTELLAZIONI

 

Il cielo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali: rispetto al mese di febbraio le troveremo però più spostate verso sud-ovest, mentre nelle prime ore della notte nel cielo orientale fanno la loro apparizione le grandi costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine. Percorrendo lo zodiaco troviamo anche la piccola e debole costellazione del Cancro a separare i Gemelli dal Leone. Sempre inconfondibile Orione, con le tre stelle allineate della cintura (da sinistra: AlnitakAlnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse (rossa) e Rigel (azzurra).

Nella stessa zona di cielo troviamo le costellazioni del Toro con la stella rossa Aldebaran, la costellazione dell'Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, nella costellazione del Cane Maggiore, risplende Sirio, la stella più luminosa del cielo. Più alto sull'orizzonte rispetto a Sirio, poco al di sotto dei Gemelli, si può facilmente riconoscere un'altra stella luminosa, Procione, del Cane Minore.

Il cielo meridionale, al di sotto della fascia zodiacale, è invece povero di stelle brillanti: con l'aiuto di una mappa si possono riconoscere le costellazioni dell'Unicorno, dell'Idra e, vicino alla Vergine, il Cratere. L'Orsa Maggiore sarà il nostro riferimento per il cielo settentrionale; tracciando una linea, prolungamento verso sinistra del segmento che unisce le stelle Merak e Dubhe (si veda la mappa del cielo a Nord), troveremo la Stella Polare. A Nord-Ovest troviamo Cassiopea con la sua caratteristica forma a "W"; tra Cassiopea e il Toro troviamo la costellazione del Perseo. A Nord-Est, sotto l'Orsa Maggiore ed a sinistra della Vergine, vedremo invece sorgere la costellazione del Bootes, caratterizzata dalla particolare forma ad aquilone.

 

METEORE

METEORE DI MARZO 2026

 


Marzo 2026 si presenta come un mese particolarmente interessante per lo studio degli sciami meteorici minori. Non siamo nel periodo dei grandi picchi come le Perseidi o le Geminidi, ma proprio per questo il mese offre condizioni ideali per analizzare la componente strutturata dello “sfondo meteorico” primaverile. Il cielo è dominato dal vasto complesso delle Virginidi, un insieme di correnti diffuse e spesso sovrapposte che rendono marzo uno dei mesi più ricchi dal punto di vista della frammentazione dei radianti.

Le fasi lunari giocano un ruolo importante per l’osservabilità nel 2026. La Luna piena cade il 3 marzo, seguita dall’Ultimo Quarto l’11 marzo, dalla Luna Nuova il 19 marzo e dal Primo Quarto il 25 marzo. Questo significa che la prima parte del mese sarà penalizzata dalla forte illuminazione lunare, soprattutto nei giorni immediatamente successivi al plenilunio, mentre la seconda metà di marzo offrirà condizioni decisamente migliori, in particolare nella finestra compresa tra il 17 e il 23 marzo, quando la Luna sarà prossima alla fase nuova e quindi poco disturbante. Dopo il 25 marzo la luminosità tornerà gradualmente ad aumentare nelle prime ore della notte, ma resterà comunque compatibile con osservazioni visuali fino alla fine del mese.

Il protagonista assoluto resta il complesso delle Virginidi, attivo per tutto marzo con radianti distribuiti in diverse aree della costellazione della Vergine. Le Upsilon Virginidi mostrano uno ZHR tipico compreso tra 3 e 5 meteore orarie, valore modesto ma stabile, che le rende una delle componenti più affidabili del mese. Le Eta Virginidi e le Kappa Virginidi presentano intensità simili, con ZHR generalmente tra 2 e 4, ma con una buona identificabilità nelle reti video grazie a radianti relativamente concentrati. Le Virginidi di marzo meridionali e settentrionali contribuiscono con ulteriori 2–3 meteore orarie ciascuna nelle condizioni ideali, anche se la separazione tra le varie sottocorrenti richiede un’analisi accurata dei parametri orbitali.

Dal punto di vista osservativo italiano, questi sciami beneficiano di radianti che culminano in seconda parte di notte, quando la Vergine sale alta sull’orizzonte sud-orientale. Nella seconda metà del mese, con Luna assente o sottile falce, le condizioni saranno ottimali per stimare uno ZHR reale vicino ai valori teorici, soprattutto lontano dall’inquinamento luminoso. In presenza di Luna oltre il Primo Quarto, invece, i valori visuali potranno risultare ridotti anche del 30–40% rispetto alle stime nominali.

Accanto alle Virginidi si segnalano le xi-Draconidi di marzo, con uno ZHR attorno a 2–3. Il loro radiante circumpolare rappresenta un vantaggio per le stazioni radio italiane, poiché resta sempre sopra l’orizzonte e permette un monitoraggio continuo. Anche le phi-Draconids mostrano attività simile, con valori modesti ma costanti. Le xi-Ursae Majoridi, con ZHR intorno a 2, offrono una buona geometria osservativa nelle ore centrali della notte, mentre le nu-Hydridi, con intensità confrontabile, risultano più penalizzate dall’altezza del radiante.

Nel complesso marzo 2026 non presenta sciami con ZHR superiori a 5–6 unità, ma la somma delle correnti attive produce un’attività diffusa e scientificamente preziosa. In una notte senza Luna nella seconda metà del mese, un osservatore esperto può registrare 10–15 meteore orarie complessive, includendo sia componenti strutturate sia sporadiche. Questo rende il periodo particolarmente interessante per campagne coordinate visuali, video e radio, soprattutto per affinare la separazione dei radianti del complesso Virginidi, che resta uno dei sistemi più intricati della primavera boreale.

Marzo 2026 si configura quindi come un laboratorio naturale per lo studio delle correnti minori: niente spettacoli eclatanti, ma un cielo ricco di dettagli, perfetto per chi desidera andare oltre il semplice conteggio e contribuire in modo significativo all’analisi dinamica delle popolazioni meteoriche primaverili.

Il podcast della rubrica dedicata alle meteore è disponibile su Spotify al seguente link:

 

 

COMETE


COMETE DI MARZO 2026

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