Gennaio 2026

IL SOLE

 

Si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 20 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno.


• 1 gennaio: il sole sorge alle 7.40; tramonta alle 16.51

• 15 gennaio: il sole sorge alle 7.37; tramonta alle 17.06

• 31 gennaio: il sole sorge alle 7.26; tramonta alle 17.25


La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall'inizio del mese.

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).


Il 3 gennaio alle ore 18 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.099.929 km..

 

 

LA LUNA

 

Luna piena il 03/01/2026

Ultimo quarto il 10/01/2026

Luna nuova il 18/01/2026

Primo quarto il 26/01/2026

 

 

OSSERVABILITA' DEI PIANETI

 

Mercurio    All’inizio dell’anno si trova estremamente basso sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba. Sarà davvero difficile da individuare perché si avvicina sempre più al Sole con cui si trova in congiunzione il 21 gennaio. Il pianeta ritorna nel cielo serale, stavolta confuso nella luce del crepuscolo serale. Dovremo quindi attendere qualche settimana per avere migliori condizioni di osservabilità sull’orizzonte occidentale, dopo il tramonto del Sole. Da segnalare la quasi contemporanea comparsa di Venere, anch’essa nel cielo serale. I due pianeti si troveranno vicini il 29 gennaio, nella costellazione del Capricorno.

Venere::  dopo il lungo periodo di osservabilità mattutina, durato per molti mesi del 2025, Venere il 6 gennaio raggiunge la congiunzione con il Sole e si accinge a tornare finalmente visibile nel cielo della sera. Potremo quindi presto tornare ad ammirare il pianeta più luminoso al crepuscolo, dopo il tramonto del Sole. Come segnalato nel paragrafo precedente, Venere si troverà vicino a Mercurio negli ultimi giorni del mese. Il pianeta rimane ancora molto basso sull’orizzonte occidentale e dovremo attendere il mese successivo per poterlo osservare agevolmente. La congiunzione con il Sole avviene nella costellazione del Sagittario. Venere si sposta poi nel Capricorno, fino ad incontrare Mercurio.

Marte nel corso del mese di gennaio si verifica una sorta di staffetta tra Venere e Marte. I due pianeti si cambiano i ruoli, e dopo i mesi del 2025 trascorsi nel cielo mattutino per Venere e nel cielo della sera per Marte, nei primi giorni del 2026, dopo le congiunzioni con il Sole, che per Marte si verifica il giorno 9, assisteremo al ritorno del pianeta rosso nel cielo del mattino. Per tutto il mese Marte rimane comunque molto vicino al Sole e sarà di fatto inosservabile, troppo basso sull’orizzonte. Marte conclude la propria permanenza nella costellazione del Sagittario e dal giorno 23 si trova nel Capricorno.

Giove::      l’astro protagonista assoluto del mese sarà Giove. Il 10 gennaio si verifica l’attesa opposizione al Sole del pianeta gigante. Come di consueto in queste circostanze, il pianeta si trova nelle migliori condizioni di osservabilità, rimanendo visibile per tutta la notte, nel suo percorso dal cielo orientale nella prima parte della notte, a Sud nelle ore centrali e ad occidente prima dell’alba. Giove raggiunge anche la massima luminosità, trovandosi alla minima distanza dalla Terra, che quest’anno sarà di circa 633 milioni di km., ed avrà anche le maggiori dimensioni apparenti se lo si osserva al telescopio. Giove si trova ancora nella costellazione dei Gemelli, dove brilla insieme alle stelle Castore e Polluce.

Saturno  il tempo a disposizione per osservare il pianeta dopo il tramonto del Sole si accorcia sempre più. Saturno, anticipando gradualmente l’orario del proprio tramonto, rimane visibile nel cielo occidentale solo nelle prime ore della notte. I pianeti esterni si muovono lentamente rispetto alle stelle sullo sfondo della fascia zodiacale. Il passaggio da una costellazione all’altra è quindi un evento non molto frequente che merita di essere segnalato. Il giorno 15 gennaio termina la permanenza di Saturno nella costellazione dell’Acquario e fa il suo ingresso nei Pesci.

Urano:   il pianeta è ancora visibile per buona parte della notte. Nel corso delle prime ore della sera lo vedremo culminare verso Sud. Dato che la luminosità di Urano è prossima al limite accessibile all’osservazione ad occhio nudo, per individuarlo è preferibile l’uso di un telescopio. Urano si sposta lentamente con moto retrogrado, ancora nella costellazione del Toro, dove è destinato a rimanere per tutto l’anno.

Nettuno:     il pianeta è ancora osservabile nel corso della prima parte della notte sull’orizzonte occidentale. Le sue condizioni di osservabilità sono molto simili a quelle di Saturno. Entrambi i pianeti si trovano nella costellazione dei Pesci, dove rimane per tutto l’anno. Per la sua debole luminosità Nettuno non è accessibile all’osservazione ad occhio nudo: per osservarlo è pertanto necessario utilizzare un telescopio.

Plutone: 

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Plutone è inosservabile in quanto il 23 gennaio si trova in congiunzione con il Sole, nella costellazione del Capricorno. Dovremo attendere diverse settimane per vederlo riapparire ad oriente nel cielo del mattino. A causa della sua luminosità estremamente bassa prima di riuscire ad individuarlo con il telescopio sarà necessario aspettare che si trovi sufficientemente alto sull’orizzonte orientale, prima della comparsa delle luci dell’alba.

 

 

CONGIUNZIONI

 

Luna – Giove : la prima congiunzione dell’anno è un incontro tra la Luna Piena e Giove che la notte del 3 gennaio saranno visibili nella costellazione dei Gemelli, in una suggestiva concentrazione di astri luminosi che comprende le stelle Castore e Polluce. (vedi mappa)

Luna – Saturno : la Luna crescente si trova vicino a Saturno nelle prime ore della sera del 23 gennaio. I due astri sono visibili nella costellazione dei Gemelli. (vedi mappa)

Luna – Giove : si replica, ancora nella costellazione dei Gemelli, l’incontro tra la Luna e Giove, dopo quello del giorno 3, nella notte del 30 gennaio potremo ammirare un rettangolo di astri con ai vertici la Luna, il pianeta Giove e le stelle Castore e Polluce. (vedi mappa)

 

  

 

 

STELLE DOPPIE

 


Osserviamo insieme all'Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di gennaio 2026Theta 1 Orionis

Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell'argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.

 

 

OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE

 

Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina COME OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

  • ISS Tracker - Dove si trova la ISS in questo momento? Quale porzione della superficie terrestre stanno riprendendo le telecamere installate sulla ISS?
  • Variazioni Orbitali della ISS - Un approfondimento riguardante i cambiamenti di quota, e le conseguenze sui tempi previsti dei transiti, della Stazione Spaziale Internazionale.

 

 

OSSERVARE I SATELLITI STARLINK

 

La pagina Come_osservare_i_satelliti_Starlink contiene la tabella con le previsioni dei transiti dei satelliti Starlink, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

Al via UAI SatMonitor: il programma per la misura e la valutazione degli effetti dei satelliti commerciali sulle attività astrofile

La comunità astrofila manifesta una crescente preoccupazione per l’iniziativa “StarLink” di SpaceX, che vede ormai 3 gruppi di 60 satelliti già in orbita, e un aggressivo piano di lancio per i prossimi mesi. Numerose sono le segnalazioni di avvistamenti visuali, nonchè le foto segnate dalla ormai tipica “strisciata” dei satelliti StarLink.

  • Per mandare immagini, dati, informazioni, o per chiedere di aderire a future campagne osservative scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


- Cosa sono i satelliti Starlink (da wikipedia) : https://it.wikipedia.org/wiki/Starlink_(costellazione_satellitare)

Tutto quello che dovete sapere su Starlink (da www.astrospace.it).

 

- Links a siti da consultare per conoscere i passaggi dei satelliti Starlink osservabili dalla propria località di osservazione:

 

 

COSTELLAZIONI

 

 

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone.

A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell'Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso.

Sopra il suo vertice più alto sull'orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l'omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra il Toro e i Gemelli, l'Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.

La stella più luminosa dell'Auriga è Capella, termine che in latino significa "capretta". La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni - ma prive di stelle brillanti - della Balena e dell'Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Di quest'ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, AlnitakAlnilam e Mintaka.

Da non perdere un'osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.

Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un'altra stella facilmente identificabile: Procione.

Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell'Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l'inconfondibile forma a "W", la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l'Orsa Maggiore e la Giraffa.

 

 

METEORE

METEORE DI GENNAIO 2026

Il mese di gennaio rappresenta tradizionalmente un periodo di grande interesse per lo studio degli sciami meteorici, non tanto per la quantità di correnti attive quanto per la qualità delle informazioni che esse possono fornire. In questo periodo dell’anno, infatti, l’attività meteorica è dominata da uno sciame molto intenso, le Quadrantidi, affiancato da numerosi sciami minori che, pur mostrando valori di ZHR contenuti, assumono un ruolo significativo soprattutto nell’ambito delle osservazioni strumentali, in particolare radio e video.

Nel gennaio 2026 l’attenzione è inevitabilmente concentrata sulle Quadrantidi, il cui massimo è previsto nelle prime ore del 3 gennaio. Questo sciame è noto per il suo andamento estremamente concentrato nel tempo, con un picco di attività che può durare solo poche ore. In condizioni favorevoli, lo ZHR delle Quadrantidi può raggiungere valori dell’ordine di 100–130 meteore per ora, collocandole tra gli sciami più intensi dell’anno. Tale comportamento è generalmente attribuito alla natura relativamente giovane del flusso meteoritico, probabilmente associato all’asteroide 2003 EH1, considerato il residuo di una cometa ormai estinta.

Dal punto di vista osservativo, tuttavia, il 2026 non offre condizioni ideali per la rilevazione visuale e video del massimo delle Quadrantidi. La Luna Piena cade infatti proprio il 3 gennaio, determinando un’elevata illuminazione del cielo notturno che ridurrà sensibilmente il numero di meteore osservabili, in particolare quelle di luminosità medio-bassa. Questa circostanza rende l’edizione 2026 delle Quadrantidi particolarmente significativa per le osservazioni radio, che non risentono dell’inquinamento luminoso lunare e consentono di seguire l’andamento dell’attività in modo continuo. In ambito radio, il massimo delle Quadrantidi si manifesta generalmente come un picco netto e ben definito, offrendo un’importante occasione per confronti con gli anni precedenti e per la verifica della stabilità del flusso meteoritico.

Accanto allo sciame principale, gennaio 2026 vede l’attività di numerose correnti minori, caratterizzate da valori di ZHR generalmente compresi tra 1 e 5 meteore per ora. Sciami come le rho-Geminidi e le kappa-Cancridi, pur essendo tradizionalmente classificati come deboli, hanno mostrato in passato episodi di attività superiore alla media, talvolta rilevabili in modo più evidente in radio che in osservazione ottica. Questi sciami rappresentano esempi particolarmente interessanti di come le tecniche strumentali possano mettere in evidenza strutture del flusso meteoritico che sfuggono all’osservazione visuale.

Un ruolo rilevante è svolto anche da sciami più regolari e ripetitivi, come le gamma Ursae Minoridi e le Comae Berenicidi di gennaio. Pur presentando ZHR modesti, dell’ordine di 2–3, essi sono caratterizzati da una buona stabilità annuale e da radianti ben definiti, risultando particolarmente utili per la costruzione di serie osservative omogenee e per confronti tra differenti tecniche di rilevazione. In questi casi, la combinazione di osservazioni video e radio consente di ottenere un quadro più completo dell’attività, evidenziando differenze e complementarità tra i due approcci.

Per quanto riguarda l’influenza delle fasi lunari, la seconda metà del mese offre condizioni sensibilmente migliori rispetto ai primi giorni di gennaio. Dopo l’Ultimo Quarto, che si verifica attorno al 10 gennaio, l’illuminazione lunare diminuisce progressivamente fino alla Luna Nuova del 18 gennaio 2026. Questo intervallo temporale rappresenta una finestra osservativa favorevole per l’osservazione video dei numerosi sciami minori attivi in quel periodo, mentre le osservazioni radio possono estendersi senza soluzione di continuità, consentendo analisi dettagliate dell’evoluzione temporale dell’attività meteoritica.

Nel complesso, gennaio 2026 si presenta come un mese caratterizzato da una forte dicotomia osservativa. Da un lato, il massimo delle Quadrantidi, penalizzato dalla Luna Piena, risulta poco favorevole all’osservazione ottica; dall’altro, proprio questa situazione mette in evidenza il ruolo fondamentale delle tecniche radio nello studio degli sciami meteorici. Accanto allo sciame principale, l’insieme delle correnti minori attive nel corso del mese offre numerose opportunità di studio, dimostrando come anche sciami a basso ZHR possano fornire contributi scientifici significativi quando osservati in modo sistematico e con strumenti adeguati.

 

 

COMETE

COMETE DI GENNAIO 2026

 

 

24P/ SCHAUMASSE

Nel mese di gennaio 2026 raggiungerà il perielio e il perigeo la cometa di corto periodo in oggetto, appartenente alla famiglia delle “gioviane” le cui orbite hanno un durata tra i 6 e i 12 anni circa e che sono condizionate notevolmente dalla vicinanza del pianeta Giove per le perturbazioni gravitazionali che ne conseguono... in questo caso specifico di 8,2 anni; la sua scoperta avvenne il 1 Dicembre 1911 ad opera dall’astronomo francese dell’Osservatorio di Nizza senza l’utilizzo delle emulsioni fotografiche mentre osservava all’oculare di un telescopio da 40 cm di diametro a lenti, notando lo spostamento di quest’oggetto di apparenza diffusa e nebulare tra le stelle di sfondo… La luminosità massima prevista probabilmente non supererà la 9a magnitudine, di forma “nebulare” un po’ più evidente verso il centro (nucleo e chioma) con una debole coda dalla parte opposta al Sole (coda di ioni) L’ammasso globulare M53 e la gigante rossa Arturo saranno nelle vicinanze della cometa per tutto il mese.

 

Curva di luce della cometa 24P/ SCHAUMASSE
Percorso della cometa 24P/ SCHAUMASSE

C/2025 T1 ATLAS

Nel mese di Dicembre la Cometa C/2025 T1 (Atlas) scoperta l’11 Ottobre dal Sistema Automatico per la Ricerca e l’Allerta di Asteroidi Pericolosi, ha avuto un aumento inaspettato e rapido della sua luminosità raggiungendo la 9a magnitudine e all’inizio del mese di Gennaio per una decina di giorni risulterà ancora visibile nella Costellazione dell’Acquario con la sua “chioma” fotografabile con strumenti superiori ai 7/10 cm di diametro meglio se da luoghi lontani dalle luci delle città anche se la Luna prossima al plenilunio renderà l’impresa un po’ più complicata! Si avvicinerà prospetticamente a circa 10/15 gradi di distanza in cielo tra l’Ammasso Globulare M15, M2 e la Nebulosa Planetaria “Saturno” NGC 7009.

 

Curva di luce della cometa C/2025 T1 ATLAS
Percorso della cometa C/2025 T1 ATLAS
Percorso della cometa C/2025 T1 ATLAS

240P/NEAT

La cometa 240P (NEAT) è un’altra cometa “gioviana” scoperta nel 2002 dal sistema automatico del programma NEAT (Near Earth Asteroid Tracking) che operava con la storica camera Schmidt da 1,2 metri di diametro dell’osservatorio di Monte Palomar in California confrontando lo spostamento tra le stelle fisse con riprese eseguite con sensori digitali e software specifici di rilevazione Durante questo ultimo passaggio, ha incuriosito la comunità internazionale perché ha avuto un evento di “frammentazione” del nucleo evidenziato nel mese di Ottobre prima dai professionisti e poi a partire dal mese di dicembre anche dagli astrofili dotati di telescopio e camera digitale in quanto la sua morfologia permette di osservarne abbastanza facilmente il secondo componente più debole con una piccola coda….una cometa binaria a pochi primi di distanza ! Visibile subito in prima serata verso sud – sud ovest per alcune ore a circa metà cielo di altezza nella costellazione dell’Ariete a una ventina di gradi di distanza dal pianeta Urano e dall’ammasso aperto delle Pleiadi o M45 nel Toro

 

Curva di luce della cometa 240P/NEAT
Percorso della cometa 240P/NEAT

 


3I/ATLAS

La più luminosa Cometa Interstellare mai scoperta, durante le ultime osservazioni di Novembre e Dicembre iniziano a mostrare un calo di di luminosità costante ma lento poichè il 19 Dicembre ha raggiunto la minima distanza dalla terra a oltre 270 Milioni di km, quasi il doppio della distanza media Terra-Sole…

Oltre 12 Strumenti professionali comprese le sonde nello spazio sono state puntate verso questa misterioso oggetto…

Ad esempio la sonda “Juice” il 2 Novembre e la “Europa Clipper” in viaggio verso Giove e le sue Lune il 6 Novembre con il suo sensibile spettrografo ultravioletto da prospettive impossibile da Terra, quasi da “dietro” verso le sue due code di polveri e di ioni, rilevando caratteristiche chimiche legate all’ossigeno, all’idrogeno e alla polvere subito dopo il perielio…


l’Hubble Space Telescope e la sua Wide Field Camera 3 il 30 Novembre


Il 3 Dicembre per 20 ore dal telescopio spaziale XMM-Newton dell’Esa con la sua camera EPIC e si è notato che brillava anche nei raggi X a bassa energia: il blu è lo spazio vuoto con pochissimi raggi X, mentre il rosso evidenzia il bagliore dei raggi X della cometa. Gli astronomi comunque si aspettavano di vedere questo bagliore perché normalmente quando le molecole di gas fuoriescono dalla cometa esse si scontrano con il vento solare e producono raggi X. Questa specifica emissione puo’ derivare dall'interazione del vento solare con i gas come il vapore acqueo, anidride carbonica o monossido di carbonio, ma anche all’Idrogeno ( H₂) e all’azoto ( N₂) (significa che le osservazioni a raggi X sono uno strumento importante infatti permettono agli scienziati di rilevare e studiare gas che altri strumenti non riescono a individuare).


Infine non meno importante, mediante misurazioni astrometriche delle immagini delle sonde Psychee della Nasa e Mars Trace Gas Orbiter dell’ESA, si sono evidenziate Accelerazioni Non Gravitazionali nella sua orbita, movimenti comuni a tutte le piccole comete del Sistema Solare quindi nulla di anomalo come si è sentito spesso dire da alcune fonti alternative non scientifiche… L'accelerazione non gravitazionale è generata dalla leggera spinta che le comete subiscono a causa del loro degassamento: getti di materiale ghiacciato che sublimano dal nucleo che lo spingono come minuscoli motori a razzo, deviando la cometa dalla traiettoria che seguirebbe sotto la sola forza di gravità…. Utilizzando questi valori evidenziati, insieme alle misurazioni della produzione di anidride carbonica si è stimato la massa della cometa a circa 44 milioni di tonnellate e il suo raggio tra 260 e 370 metri, senza nessuna anomalia particolare quindi del tutto comune con le comete…

Dalle nostre latitudini quindi sarà visibile sopra l'orizzonte orientale già in prima serata ma sarà meglio attendere qualche ora per averla alta in cielo in quanto culmina verso la mezzanotte. Saranno comunque necessari telescopi da almeno 20/30 cm di diametro per poterne apprezzare qualche dettaglio in più...

All’inizio dell’anno sarà a pochi gradi di distanza dal grande ammasso aperto Presepe o M44

 

Media:Rnaas 9 12 329am-accelerazioni -non -gravitazionali-3I.pdf

 

 

Curva di luce della cometa
Percorso della cometa

 

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